Foto
Cioccolateria Vetusta Nursia

Non era ancora estate quando, assieme al mio collega di redazione, Carlo Vincenti, ho visitato per la prima volta Norcia. Un borgo antico, che ricorda la mia Assisi.
In quell’occasione abbiamo fatto visita alla Cioccolateria Vetusta Nursia di Arianna Verucci, un’eccellenza italiana della quale abbiamo gia’ avuto occasione di parlare.
Ma vogliamo farlo ancora, e non soltanto per ricordarne una volta di piu’ l’alta qualita’, il prestigio e la lunga tradizione famigliare.
Seppure sul limitare della primavera, quel ritaglio di tempo dove la montagna sprigiona nell’aria frizzante tutto cio’ che la terra ha di meglio da offrire in quanto a profumi, la Cioccolateria, prima di ogni altra cosa, fu per me una questione di olfatto.
Essa infatti cominciava ben prima di conoscerla, la’ dove, lungo la strada, l’aroma denso del cioccolato, del cacao, delle creme e dei golosi impasti si mescolavano ai sentori silvestri dei mughi e del sottobosco.



“Questo e’ un luogo da ritornarci”, mi sono detto.


Raggiunta l’entrata, bonariamente accolti e presentati, il profilo professionale della visita si e’ subito dissolto nell’incedere degli assaggi: frammenti di cioccolato alla nocciola, al latte o di cacao purissimo; fino agli accostamenti piu’ improbabili, che videro il cioccolato sposarsi con il tartufo o il peperoncino.
Nel tempo di una breve attesa, gia’ bendisposti dalla dolcezza dei sapori, abbiamo piu’ volte circumnavigato il cuore del locale, l’invitante isola rettangolare carica di dolciumi di ogni sorta.
La vista, ammaliata, spaesata, ebbe la sua parte: vacillando a destra e sinistra, spostandosi da un prodotto all’altro, raggiungendo infine il bancone dietro il quale, esposti, fumigavano ancora i biscotti appena sfornati. Nulla piu’ di un accenno, questo, riguardo alla piacevole e gradita visita presso la Cioccolateria Vetusta Nursia.


Foto
Targa Eccellenze Italiane



L’altra mattina, mercoledi’ 2 novembre, a qualche giorno di distanza dal terribile dramma del sisma che domenica 30 ottobre ha colpito l’Italia centrale, ho contattato telefonicamente la signora Verucci.
La voce triste e rotta che risponde non collima con la solare, ilare figura che resiste nella mia memoria: e ne comprendo bene le ragioni. «Dormiamo in una roulotte, e rischiamo di perdere tutto. Anche l’attivita’.”

La signora Verucci parla a cuore aperto: mi spiega che, per la loro incolumita’, non possono rientrare nel centro storico di Norcia. Non possono mettere piede nelle abitazioni.
Come non bastasse anche la Cioccolateria ha subito gravi danni: “il terremoto ha severamente danneggiato una trave portante del laboratorio, e temiamo che alla prossima scossa di media intensita’ possa crollare tutto. Perderemmo i macchinari, le attrezzature, sarebbe la fine dell’attivita’”.


Ma com’e’ possibile, mi chiedo tra me e me, che non si possa fare nulla? Spostare i macchinari, rinforzare la trave, cercare anche soltanto una soluzione precaria, ma che dia un attimo di sollievo… .
“Non possiamo fare niente privatamente, nessuna iniziativa”, mi anticipa la proprietaria: “altrimenti, per via di un decreto, lo stato non ci risarcisce”.
Norme anti-sciacallaggio, contro la speculazione: giustissimo, dopotutto, che lo stato si interessi a prevenire la meschinita’ di chi ha il fegato di lucrare sulle disgrazie.

Foto





Ma cio’ non toglie che il suo sforzo debba essere rivolto soprattutto a preservare cio’ che puo’ essere ancora sottratto al bilancio della triste situazione, ad intervenire tempestivamente con tutte le risorse necessarie: “non bastano i pompieri e la Protezione civile” mi informa la signora Verucci “fanno quello che possono, non si risparmiano mai, ma non sono sufficienti per l’emergenza che stiamo vivendo.
Serve l’intervento dell’Esercito, misure immediate per la popolazione, e servono soprattutto disposizioni dello stato che assicurino a tutti gli abitanti del posto di ricevere aiuti economici per poter riprendere e proseguire le attivita’ sul territorio. Altrimenti la gente e’ costretta ad andarsene”.


Non le parole, non l’immagine che si accumula come una singola maceria mi lasciano basito, ma il dolore, la disperazione di chi ha gia’ perso molto e rischia di perdere tutto.
“E per fortuna,” aggiunge placidamente la proprietaria della Cioccolateria Nursia, “che era domenica, e che durante la notte era scattata l’ora solare. Altrimenti…”.
Bene, penso ancora tra me e me, questo e’ un punto da cui ripartire.
Da una fortuna; per esempio quella che lo stato italiano non deve dimenticare: cosciente – come certamente e’ – che la sua economia e’ fatta soprattutto da imprese di famiglia le quali, appoggiandosi alla tradizione e impegnandosi a tramandarla di padre in figlio, aggiungono alla qualita’ un valore rituale, una forma di rispetto e di concezione del lavoro senza i quali sarebbe impossibile parlare oggi di Made in Italy.


FotoCioccolatino al Tartufo Nero di Norcia

Ci auguriamo, dunque, che lo stato intervenga il piu’ presto possibile per preservare la lunga storia della Cioccolateria Vetusta Nursia, assieme a tutte le altre attivita’ che come essa sono state messe duramente a repentaglio dalla recente calamita’ naturale.


Giangiacomo Morozzo




Foto
notizie Eiscafè Italia: tradizione e innovazione per un gelato artigianale al 100% italiano   In Germania è possibile gustare l’autentico gelato italiano grazie a Gianluca Esposito e la sua gelateria Eiscafè Italia. Qui si produce il gelato in modo tradizionale da oltre 50 anni. La qualità del gelato dell’Eiscafè Italia risiede nell’ utilizzo di prodotti freschi e naturali. Il gelato alla frutta, ad esempio, viene fatto esclusivamente con frutta vera.  La panna si fa con latte proveniente da Ravensburg.
Foto
notizie Antichi Sapori di Carlo Catucci, l’autentica tradizione italiana fonte di successo in Irlanda   Lo chef italiano Carlo Catucci non ha mai smesso di mettersi in gioco e diffondere l’autentica tradizione italiana all’estero. Gli Antichi Sapori sono frutto di passione e professionalità accumulata grazie ad esperienze significative che nel corso degli anni gli hanno permesso di ottenere innumerevoli riconoscimenti, degni di nota. La sua passione innata per la trazione italiana gli ha permesso di non scoraggiarsi mai di fronte alle difficoltà e avversità della vita. Motivato e pieno di creatività non ha mai spesso di sperimentare creando nella cittadina di Waterford ricette sempre innovative e creative. Presso gli Antichi Sapori potrete acquistare la vera pizza di qualità, cotta su forno a legna e con alla base un impasto leggero e facilmente digeribile. Tutti gli ingredienti che compongono la farcitura delle pizze degli Antichi Sapori sono prodotti di alta qualità e specialità che rispettano l’autentico Made in Italy. Gustare una pizza degli Antichi Sapori significa sentirsi improvvisamente in Italia tra sapori e odori dei quali inevitabilmente ci si innamora perdutamente. In questa esclusiva intervista lo chef Carlo Catucci ci racconta la sua esperienza di ristoratore italiano in Irlanda lasciando trapelare autentica passione e amore per questo settore.
Foto
notizie Hotel O Sole Mio: un piccolo paradiso sul Golfo di Guinea Dalla penisola italiana a quella di Assinie, in Costa d’Avorio, Antonio De Biasio lenisce la nostalgia del suo Paese grazie a uno scenario mozzafiato che incanta gli ospiti della sua struttura
Foto
notizie Trattoria Da Antonio a Berlino, quando la tradizione culinaria sarda diventa una garanzia di successo   La Trattoria da Antonio a Berlino è nata dalla passione autentica del signor Antonio per le tradizioni culinarie sarde che ha voluto diffondere con tanta perseveranza e professionalità all’estero. Dopo significative esperienze nell’ambito della ristorazione italiana in Germania, ha coronato il suo più grande sogno cinque anni fa. Nella Trattoria da Antonio, Antonio ha riposto tute le sue energie, sacrifici e amore. Immersi in un ambiente caloroso, accogliente e famigliare potrete degustare specialità tipiche sarde che rispettano a pieno una tradizione millenaria che resiste negli anni perché ha alla base storie, aneddoti e prodotti di alta qualità. Grazie a questo ristorante, Antonio non smette mai di creare dando sfogo alla sua parte più artistica e fantasiosa. Cucinare per lui è un’arte che merita dedizione, passione e cura. Ce ne parla con tanto entusiasmo e orgoglio in questa esclusiva intervista.